
Koh Kood appartiene al 100% alla Thailandia: perché le rivendicazioni esterne sono prive di fondamento
Quando si pensa alle isole della costa orientale della Thailandia, caratterizzate da acque cristalline, sabbia soffice, spiagge tranquille e una natura incontaminata, il nome di "Koh Kood", nella provincia di Trat, è senza dubbio tra i primi a venire in mente.
Tuttavia, proprio questa straordinaria bellezza nel Golfo di Thailandia e la ricchezza di risorse naturali fanno sì che Koh Kood sia talvolta al centro di dibattiti geopolitici, alimentando periodicamente notizie e speculazioni sulla sovranità dell'isola.
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1. Le prove documentali: il Trattato franco-siamese del 1907
Dal punto di vista del diritto internazionale, la sovranità della Thailandia su Koh Kood è chiaramente stabilita fin dal regno di Re Rama V.
Ripercorrendo la storia, con il Trattato franco-siamese del 1907 (R.S. 125), il Siam cedette i territori di Battambang, Siem Reap e Sisophon in cambio della restituzione della città di Trat e delle isole adiacenti. La Clausola 2 del Trattato di Delimitazione dei Confini stabilisce in modo inequivocabile:
"Il Governo francese cede al Siam i territori di Dan Sai e Trat, insieme a tutte le isole situate a sud di Laem Sing fino a Koh Kood, inclusa la stessa isola di Koh Kood..."

Il Trattato franco-siamese del 1907 specifica che il territorio del Siam (Thailandia) include Koh Kood
Quando la Cambogia ha ottenuto l'indipendenza dalla Francia, i confini stabiliti tra quest'ultima e il Siam sono rimasti pienamente validi secondo il principio giuridico della successione degli Stati.
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2. La rivendicazione unilaterale e il Decreto Reale thailandese del 1973
In realtà, il quadro giuridico territoriale è lineare, ma è stato reso complesso da azioni unilaterali.
Nel 1972, la Cambogia tracciò una linea di demarcazione della propria piattaforma continentale marittima che attraversava arbitrariamente il centro dell'isola di Koh Kood, in palese contrasto con i principi del diritto marittimo internazionale.
In risposta a tale rivendicazione, l'anno successivo (18 maggio 1973), la Thailandia emanò un Decreto Reale sulla Delimitazione della Piattaforma Continentale nel Golfo di Thailandia, riaffermando formale sovranità sulle acque e sulla piattaforma continentale attorno a Koh Kood.

Confronto tra le linee di rivendicazione del 1972 (Cambogia) e del 1973 (Thailandia)
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3. Koh Kood come "linea di base" secondo la convenzione UNCLOS
Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS), Koh Kood è utilizzata dalla Thailandia come punto di riferimento per le linee di base diritte (Straight Baseline) per misurare il mare territoriale di 12 miglia nautiche e la Zona Economica Esclusiva (ZEE) verso sud ed est.
* Koh Kood è un'isola abitata, con una comunità locale e un'economia strutturata, soddisfacendo pienamente i criteri dell'Articolo 121 dell'UNCLOS.
Qualsiasi tracciato marittimo che ignorasse il mare territoriale spettante a Koh Kood si porrebbe in diretta violazione delle norme UNCLOS*.
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4. Distinguere la sovranità dalle negoziazioni marittime
Spesso l'opinione pubblica viene confusa da notizie che sovrappongono le negoziazioni sulla "Zona di Sovrapposizione Marittima (OCA)" alla questione del "diritto di sovranità su Koh Kood".
I punti fondamentali da distinguere:
1. L'isola di Koh Kood: Appartiene al 100% alla Thailandia, con basi giuridiche e trattati storici inoppugnabili.
2. La Zona di Sovrapposizione Marittima (OCA): Riguarda unicamente le delimitazioni dei diritti marittimi ed energetici derivanti dai differenti tracciati, senza intaccare la sovranità terrestre dell'isola.
In conclusione, dal punto di vista storico, geografico e del diritto internazionale, Koh Kood è a tutti gli effetti territorio sovrano della Thailandia.
